La verità può aspettare

ll Piano di lavoro
- L’INTRODUZIONE
- L’ANTEFATTO
PARTE PRIMA – Quadri logici
- I QUADRO – Un viaggio narrante
- II QUADRO – Un’armata solitaria
- Un tanfo di paura
PARTE SECONDA – La lettura dei contesti
- Come abbattere il mostro di Madison Avenue
- Il contesto temporale
- Tra la storia e le altre storie
- Ricapitolando i fatti certi
PARTE TERZA – The VOICE of Dissent
- Colonna uno – 2 maggio 1953 – The VOICE of dissent, una guerra senza armata
- Colonna due – 15 maggio 1953 – La campagna italiana di Claire Luce
- Colonna tre – 3 giugno 1953 – La stampa italiana promuove ipotesi e sospetti sul cadavere di una giovane romana
- Colonna quattro – 15 giugno 1953 – Il sabotaggio elettorale e le operazioni clandestine
- Colonna cinque – 20 giugno 1953 – La crociata della signora Claire Luce
- Colonna sei – 19 luglio 1953 – Le oscure trame dietro la morte di una giovane
- Colonna sette – 26 luglio 1953 – La costruzione della paura
- Colonna otto – 5 agosto 1953 – Il governo di luglio nel caos italiano
- Colonna nove – 13 settembre 1953 – Un altro governo italiano, questa volta scelto da Claire Luce
- Colonna dieci – 27 ottobre 1953 – Il nuovo Macchiavelli italiano si afferma tra spionaggi e spie per demagnetizzare il paese
- Colonna undici – 30 ottobre 1953 -Tre passi indietro: verso il tunnel dei segreti
- Colonna dodici – 7 novembre 1953 – Tre passi indietro: Operazione Malavita
- Colonna tredici – 13 novembre 1953 – Tre passi indietro: il rientro dei fascisti
- Colonna quattordici – 27 novembre 1953 – Tre passi indietro: il piano clandestino
- Colonna quindici – 30 dicembre 1953 – Un memoriale gira tra i Palazzi del potere romano
- Colonna sedici – 3 gennaio 1954 – Si infittiscono le trame del memoriale che scuote i palazzi del potere italiano
- Colonna diciassette – 10 gennaio 1954 – Il feuilleton italiano e i retroscena nelle stanze del potere
- Colonna diciotto – 30 gennaio 1954 – Crash del sistema italiano, ma Claire Luce cerca di rimetterlo in sesto
- Colonna diciannove – 2 febbraio 1954 – La nostra cara epoca sottilmente totalitaria
- Colonna venti – 15 febbraio 1954 – Lo scandalo italiano mostra il crollo morale del nuovo governo maccartista
- Colonna ventuno – 30 febbraio 1954 – Scoppia lo scandalo italiano, ma la verità può aspettare
- Colonna ventidue – 7 marzo 1954 – La via della coca dietro la scandalo italiano
- Colonna ventitre – 14 marzo 1954 – Si chiamano capocottari, quelli della classe egemone romana
- Colonna ventiquattro – aprile 1954 – Il governo italiano impegnato a nascondere lo scandalo Montesi
- Colonna venticinque – maggio 1954 – Poche luci e tante ombre sullo scandalo che sta travolgendo l’Italia
- Colonna ventisei – giugno 1954 – Inquisiti e testimoni sfilano durante il processo sullo scandalo italiano
- Colonna ventisette – luglio 1954 – Un omicidio pianificato come prezzo per il potere
- Colonna ventotto – settembre 1954 – Lo scandalo italiano volge al suo epilogo: il Ministro degli Esteri si dimette
SITOGRAFIA
GLADIO: IL SEGRETO DEI SEGRETI
http://www.misteriditalia.it/cn/?page_id=3551
1953: IL CASO MONTESI
http://www.misteriditalia.it/cn/?page_id=4541
Gli architetti del “doppio Stato”: la guerra clandestina dei servizi per l’Italia
“DOPPIA LEALTÀ” E “DOPPIO STATO”
http://www.instoria.it/home/strategia_tensione.htm
Luigi Cipriani (1940-1992), deputato di Democrazia Proletaria e membro della Commissione Parlamentare Stragi, durante degli interventi in aula su Gladio (sedute dell’11 gennaio 1991 e 23 maggio 1991. In Stenografici sedute parlamentari X Legislatura).
Luigi Cipriani, Interventi in aula su Gladio
Sedute parlamentari su Gladio Luigi Cipriani
Interventi in aula su Gladio (sedute dell’11 gennaio 1991 e 23 maggio 1991. In Stenografici sedute parlamentari X Legislatura) Camera dei deputati Senato della Repubblica, 81a SEDUTA GIOVEDÌ 23 MAGGIO 1991 Presidenza del presidente GUALTIERI
Wikipedia: James Angleton / Charles Poletti / Edgardo Sogno.
Gigliotti: agente della Cia colluso con la mafia
INTERVISTA – “La massoneria dietro B.”
https://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2011/01/24/news/la-massoneria-dietro-b-br-1.27867
STAY BEHIND – Luigi Cipriani. Appunti sull’anticomunismo dal dopoguerra ad oggi.
https://www.fondazionecipriani.it/Scritti/appunti.html
INTERVIEW WITH INTERVIEW WITH MARK WYATT, 15/2/96
https://nsarchive2.gwu.edu/coldwar/interviews/episode-3/wyatt1.html
L’ OMBRA AMERICANA SU 30 ANNI DI MISTERI Archivio la Repubblica.it
Intrighi e grembiuli l’Italia all’ombra della Massoneria
Robert P. Joyce Dead; Was in Foreign Service Feb. 15,
1984 https://www.nytimes.com/1984/02/15/obituaries/robert-p-joyce-dead-was-in-foreign-service.html
L’organizzazione “O” e l’Armata italiana della libertà (Ail)
http://www.militarystory.org/lorganizzazione-o-e-larmata-italiana-della-liberta-ail/
Ingrao, la talpa di Fanfani e il caso Montesi – 2 LUGLIO 2009 | di Dino Messina https://lanostrastoria.corriere.it/2009/07/02/ingrao_la_talpa_di_fanfani_e_i/
PARLA INGRAO: «ALTRO CHE CASO MONTESI, LE FANCIULLE DI BERLUSCONI SONO VICENDA PIÙ GRAVE»
http://www.misteriditalia.it/altri-misteri/montesi/06PARLAINGRAO.pdf
LORENZO RAGO, IL DELITTO PERFETTO
http://media.regesta.com/dm_0/xDamsLabs/labs/xDamsLabsxDamsBiblio/high//ildelittorago.pdf
La nascita della “multinazionale” del traffico internazionale di droga, Emiliano Di Marco
https://www.agoravox.it/La-nascita-della-multinazionale.html
RASSEGNE STORICHE
l’Unità 1953
12 aprile 13 aprile 14 aprile 15 aprile 16 aprile 17 aprile 20 aprile 25 aprile
1 maggio 2 maggio 3 maggio 4 maggio 6 maggio 7 maggio 8 maggio 9 maggio 10 maggio 11 maggio 12 maggio 13 maggio 14 maggio 15 maggio 16 maggio 17 maggio 18 maggio 19 maggio 20 maggio 21maggio 22 maggio 23 maggio 24 maggio 25 maggio
2 giugno 4 giugno 7 giugno 8 giugno 9 giugno 10 giugno 11 giugno 20 giugno
23 agosto 24 agosto
32 ottobre
l’Unità 1954
3 gennaio 5 gennaio 7 gennaio 8 gennaio 9 gennaio 10 gennaio 13 gennaio 15 gennaio 16 gennaio 18 gennaio 19 gennaio 21 gennaio 22 gennaio 23 gennaio 27 gennaio 28 gennaio 29 gennaio 30 gennaio 31 gennaio
1 febbraio 2 febbraio 3 febbraio 4 febbraio 5 febbraio 6 febbraio 7 febbraio 8 febbraio 9 febbraio 10 febbraio 11 febbraio 12 febbraio 13 febbraio 15 febbraio 16 febbraio 17 febbraio 20 febbraio 21 febbraio 22 febbraio 23 febbraio 24 febbraio 26 febbraio 27 febbraio
1 marzo 2 marzo 3 marzo 4 marzo 5 marzo 6 marzo 7 marzo 8 marzo 9 marzo 10 marzo 11 marzo 12 marzo 13 marzo 14 marzo 15 marzo 16 marzo 17 marzo 18 marzo 19 marzo 20 marzo 21 marzo 22 marzo 23 marzo 24 marzo 25 marzo 26 marzo 27 marzo 28 marzo 29 marzo 30 marzo 31 marzo
1 aprile 2 aprile 3 aprile 4 aprile 5 aprile 6 aprile 1 aprile 7 aprile 8 aprile 9 aprile 10 aprile 11 aprile 12 aprile 13 aprile 15 aprile 16 aprile 17 aprile 20 aprile 21 aprile 22 aprile 23 aprile 24 aprile 27 aprile 28 aprile 29 aprile 30 aprile
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ALTRO
- La Nuova Stampa, 3 febbraio 1954, “L’assurda realtà”, Enrico Emanuelli.
- L’Europeo, 14 febbraio 1954
PREAMBOLO
La relazione tra passato e presente, oggi più che mai, è diventata il prodotto di riconfigurazioni culturali che sfuggono sempre di più a quello che un tempo poteva essere definito “il valore della verità”. Quella degli anni venti del nuovo millennio è “la società della post-verità”; la moltiplicazione esponenziale dei sistemi e dei processi mediatici di massa, legata agli sviluppi tecnologici, tipici di questo tempo storico, hanno generato, dai governi agli editori, una osmosi per l’affermazione della disinformazione.
Il punto storicamente più parossistico di questo inabissamento del concetto di verità, lo abbiamo vissuto durante la campagna presidenziale americana del 2020, quando il presidente Trump veniva censurato dai social media, a proposito dell’assalto al Congresso da parte dei suoi sostenitori, per aver diffuso notizie palesemente false. Fino a quel tempo, eravamo abituati a pensare alla censura in un modo diverso, in quanto generata dai poteri degli Stati nei confronti dei cittadini…
La disinformazione è diventata, in qualche modo, mezzo e fine contemporaneamente. Mezzo, attraverso due processi semiotici: la “de-contestualizzazione dei fatti” ed il ribaltamento del significante, rispetto al significato originario, che permettono di porre “l’attenzione non sulle cause ma sugli effetti”. Fine, come obiettivo ultimo per alterare la realtà in funzione di un interesse particolare. Ma essendo l’interesse generale la missione comune sia dei governanti che degli editori, l’epoca della post-verità ha completamente ribaltato i significati di senso.
Sia chiaro, il ribaltamento del senso in Italia non appartiene agli ultimi vent’anni del nuovo millennio, ma parte da lontano. Proviene in realtà dall’epoca del bianco e nero. Cioè quando, agli inizi degli anni cinquanta, la stampa iniziava ad assumere un ruolo nella società, dopo la primissima fase della ricostruzione post-bellica.
Ecco che la vicenda relativa allo “Scandalo Montesi” diventa una sorta di“primogenitura sociale”, nello “scontro atavico tra verità e depistaggio, oggi diremmo post-verità”… Tutto quello che su questa vicenda leggeremo porta alla luce costruzioni di realtà prefabbricate, ora da parte governativa, ora da parte degli organi di sicurezza, ora da parte di pezzi della stampa (il cui il sistema fece da cassa di risonanza), che confliggono anche tra loro, e che mascherano furenti lotte per il Potere. Infatti, in questa storia in bianco e nero, la vicenda in quanto tale è semplicemente il pezzo di un puzzle molto più grande. Andando a scavare nella quotidianità di quei giorni, settimane e mesi, si scopre che la morte di Wilma Montesi era semplicemente la punta di un iceberg. Sotto vi erano personaggi, storie, ambienti, che sembravano vivere in una realtà parallela a quella dei cittadini comuni.
Attraverso un’analisi storica dell’informazione diventa interessante individuare le differenze tra le diverse “modalità di costruzione della verità” in epoche differenti. Nella società dei primi anni cinquanta, quella in bianco e nero appunto, radio e giornali erano gli unici mezzi di comunicazione di massa presenti nella società, oltre al cinema, per cui la verità bastava tacerla. Cioè a dire, la scarsezza di fonti mediatiche creavano un cittadino ignaro dei fatti. Nella società del nuovo millennio, invece, la moltiplicazione esponenziale di media, sistemi e ambienti di comunicazione determina un surplus di informazioni, che, come segnalato dagli scienziati sociali, creano caos e quindi disinformazione. In ambedue le società, però, mezzi e fini combaciano.
I fatti relativi allo Scandalo Montesi ci hanno portato ad una lettura di quelle vicende che si trovano sotto la punta dell’iceberg: gli scontri tra poteri e tra interessi divergenti dentro le istituzioni, le faide in Sicilia, la corsa per accaparrarsi i finanziamenti della ricostruzione, le metodologie segrete per colpire le opposizioni parlamentari, l’illegalità diffusa fatta sistema, le operazioni clandestine della Cia e del Sifar, sotto egida Stay Behind, l’ingerenza totale degli Usa, per mano della sua ambasciatrice, sulle vicende politiche italiane, che diventa poi la macro trama da cui sono fuoriuscite le tante micro trame dell’epoca… Una di queste riguardava appunto la ragazza romana trovata morta a Torvaianica..
Quello che ci ha interessato, è stato di applicare la logica dell’Analisi storica dell’informazione, che si concentra sulla lettura dei fatti di cronaca, partendo dal punto di vista dei popoli e non da quello dei governi, contestualizzato, come abbiamo detto, dai fatti storici ormai acclamati. In tal senso, le principali fonti sono state le pagine del quotidiano “l’Unità”, poiché comunque il suo punto di osservazione era antigovernativo, con un preciso interesse politico, di opposizione al sistema di potere dominante degli anni cinquanta. A onor del vero, soprattutto nella prima fase dello scandalo Montesi, il giornale, allora diretto da Pietro Ingrao, fu estremamente corretto rispetto alle tentazioni scandalistiche, disconoscendo, ad esempio, l’uscita diffamatoria di Cesarini Sforza…
Una verità ben lontana da quella ufficiale scritta nei libri di storia o raccontata nei programmi della Tv nazionale. Infatti, l’aspetto strano, e per certi versi inquietante, è che negli ultimi trent’anni, sono usciti fuori documenti ufficiali che in qualche modo hanno riscritto quell’epoca. Ma malgrado questo, la storia ufficiale raccontata nei libri e in televisione, che ancora oggi rimane il mezzo di comunicazione di massa più potente, è sempre la medesima, non è mai cambiata.
Il chiaro riferimento è legato all’emersione dei documenti su “Stay-Behind/Gladio”, che hanno ridefinito il ruolo di tutti gli esponenti della Democrazia Cristiana di inizio Repubblica, a partire da Alcide De Gasperi. In generale, come si diceva una volta, “il tempo è galantuomo”. Cioè la distanza temporale, insieme all’emersione di nuovi fatti resi pubblici, sia a livello istituzionale che anche a livello di testimonianze, nuove analisi, nuovi scenari scremati dai misteri, permette una rilettura in linea con il valore della verità.
Un altro esempio, dopo quello di Gladio, riguarda la nascita di Cosa Nostra, nel 1957 presso l’Hotel delle Palme di Palermo, per mano di Lucky Luciano. Vicende ancora poco studiate forse e poco approfondite, anche se si ha oggi un quadro preciso e completo, considerato che per un quindicennio il boss italo-americano fu lasciato indisturbato ad organizzare la rete di narcotraffico, che avrebbe poi fatto da ponte con gli Stati Uniti.
In tal senso, il lavoro che abbiamo svolto in queste pagine, che proponiamo al lettore, è stato quello di ri-contestualizzare i fatti storici attraverso ciò che sappiamo oggi degli anni che vanno dal 1943 al 1954. Il nostro focus certamente si sofferma sull’arco temporale dei primi “due tempi o due atti “ che riguardano lo Scandalo Montesi, cioè dall’aprile del ’53 al settembre del ’54, ma, come dicevamo in precedenza, quella è la punta di un iceberg, che sprofonda nel anni dell’armistizio. Attraverso la nostra analisi storica dell’informazione (cioè l’analisi delle cronache estrapolate dalle edizioni dei giornali dell’epoca, incrociante ai fatti che negli anni a venire sono stati documentati da dossier parlamentari o inchieste giornalistiche o ancora da ricostruzioni sociologiche), è stato possibile intercettare le verità nascoste che all’epoca era inimmaginabile poter decifrare, proprio per le caratteristiche di quella società in bianco e nero. Così, mettendo in fila tutti i pezzi, abbiamo individuato il prossibile mandante dell’omicidio di Wilma Montesi, considerati mezzi, opportunità e movente…